17/03/2009 - PESARO
ricevuto ed inoltrato da La Nemesi:

"Nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 siamo entrati nel sedicente "centro di educazione ambientale" sito sul Colle San Bartolo, a Pesaro, grazie ad un varco ricavato tagliando le reti che circondano la prigione: le cose vanno chiamate con il loro vero nome!

Indipendentemente dalle modalità di rapportarsi con i reclusi, che sia uno "scopo educativo" come cita l'insegna affissa al cancello (anche la frase "il lavoro rende liberi" era posta  all'entrata dei lager nazisti per ingannare) o il ripopolamento per la caccia (loro reale  scopo!) poco importa: degli esseri viventi erano schiavi imprigionati da una logica di superiorità attraverso la quale gli umani si arrogano il potere di stabilire le sorti degli  altri animali.
Questa notte abbiamo voluto essere complici della loro libertà fornendo a questi uccelli una possibilità di fuggire, di ritrovare il loro naturale posto, di riabbracciare un cielo che  l'arroganza umana ha sottratto loro.
Qualche mistificatore forse sosterrà che questi volatili, essendo provvisti di copribecco, sono destinati a morte certa, ma come mostrano le foto allegate alcuni di loro ne erano privi; questo siginifica che c'è la possibilità che sopravvivano al di fuori di quel campo di  concentramento.
Liberandoli abbiamo dato loro l'opportunità di evitare una condanna a morte già stabilita da  chi li ha rinchiusi annientando la loro esistenza in nome di un falso benessere animale, nascondendoli dal resto dell'ordinata struttura con reti fitte, ammassandoli in piccole gabbie anguste e fatiscenti (...come ogni altro luogo di tortura deve nascondere la spaventosa verità che si cela dentro le sue mura).

Abbiamo lasciato sul muro d'entrata la scritta "stanotte vi abbiamo rieducato... alla libertà".
...e la luna ci stava a guardare.

Dei liberatori qualsiasi."

torna al menu principale