16/07/2010 - ITALIA
Ricevuto in forma anonima via email:

"Nella notte tra il 29 e il 30 giugno siamo entrati in un recinto dove, in poco più di 2 metri quadrati, erano ammassate centinaia di quaglie.
Questi docili animali, in natura, conducono una vita solitaria e popolano spazi sconfinati. La prigionia forzata li rende innocui bersagli per chi vuole sparare e vedere morire esseri senzienti, che per tutta la vita hanno visto la luce del sole filtrare da soffocanti maglie di una rete.
300 di loro hanno finalmente conosciuto il cielo e il vento fra le piume.
Un volo liberatorio ha accolto la loro nuova vita, là dove nessun essere umano potrà mai esercitare il potere di morte su di loro.

Finchè ci sarà anche un solo animale imprigionato, nessuno potrà mai dirsi libero."*

*Assieme al comunicato era stato inviato un link ad un probabile video che però non risulta più disponibile.

 

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